“Non c’è scelta nelle piccole mele marce” Shakespeare
Charles Swanson era morto. Colpito alla testa. Era morto da un po’ di tempo. Il suo corpo era freddo. Era stato nascosto sotto alcune boungavillee sul margine orientale del terreno anteriore.
Uno dei giardinieri lo aveva trovato e aveva prontamente vomitato la cena..
Avevano cercato nella zona, ma non avevano trovato traccia dell’assassino di Swanson. Una pistola era stata trovata a una decina di piedi dal corpo. Apparteneva a Lucien. Il suo posto nella fondina era vuota.
Ci fu un silenzio assoluto nella casa grande.
“Mio Dio” disse di nuovo Lucien, gli occhi sulle mani intrecciate sulle ginocchia. Diana voleva andare da lui, ma Lyon la tirò delicatamente per la mano e scosse la testa. Deborah camminava piano dietro la sua sedia e gli mise una mano sulla spalla.
Erano tutti lì, pensò Diana, seduti, silenziosi e importanti. Edward Bemis era quello tra di loro che aveva l’aspetto peggiore. Sembrava invecchiato di un decennio. Le sue mani tremavano molto. Quando Lyon gli porse del brandy, non disse nulla ma afferrò il calice e bevve il contenuto d’un fiato.
Patricia iniziò a singhiozzare sommessamente e Daniel, in modo molto delicato, la prese in braccio e cominciò a dondolarla come se fosse una bambina. Sembrava una bambina premuta contro il suo corpo enorme.
Diana guardò Deborah allontanarsi definitivamente da suo padre e sedersi sul bracciolo di una poltrona nell’angolo più lontano del salotto. I suoi occhi fissavano davanti senza espressione ed era ancora come una pietra. Mormorava qualcosa a bassa voce, e arrivarono solo suoni incomprensibili alle orecchie di Diana.
Lyon disse lentamente a Lucien “Credo, signore, che sia nostra responsabilità scoprire chi sia stato a far questo”
Lucien non si era mai sentito così stanco in vita sua. Sentiva il corpo pesante e il cervello intorpidito. Annuì lentamente “Vai avanti, ragazzo mio”
“Molto bene” disse Lyon. I suoi occhi andarono ai volti di tutti “Credo” continuò “che ciascuno di noi dovrebbe analizzare cosa ha fatto da stamattina alle dieci. Penso che Mr Savarol ha detto di aver visto Swanson questa mattina alle dieci. Giusto, signore?”
“Sì” disse Lucien. “È corretto”
“Qualcuno l’ha visto vivo dopo quest’ora?”
Granger annuì “Sì, l’ho visto nel primo pomeriggio. Nello studio verso le 13, credo che fosse”
“Nessuno l’ha visto dopo il primo pomeriggio?”
"Nessuno, o piuttosto, nessuno ammise di aver visto Charles Swanson.
“Quindi ne deduciamo che è stato ucciso tra le 13 e le 18. Qualcuno ha sentito qualcosa che assomigliasse a un colpo di pistola?”
“Nessuno”
“Va bene, allora. Inizierò con dov’ero io” Lyon parlò lentamente in modo conciso.
“… E dopo aver nuotato, Diana e io siamo tornati a casa verso le cinque. Certo, io e mia moglie siamo l’alibi l’uno dell’altro. È un peccato, ma nessuno ci ha visti dopo che abbiamo lasciato il villaggio. A proposito, a che ora è stato Diana?”
“Tre e trenta, penso”
Lucien Savarol non aveva testimoni per spiegare molto del suo tempo. Aveva lavorato da solo nello studio, poi era andato verso il boschetto di mango, a pensare alle cose, disse. Quali cose?, si chiedeva Diana, ma rimase in silenzio.
Tutti avevano visto qualcuno durante il giorno e l’inizio della sera, ma nessuno poteva dare conto di ogni minuto. Anche Grainger, circondato normalmente da schiavi durante il giorno, era rimasto solo per alcune ore, a scrivere lettere per caso, disse.
Erano seduti e si guardavano l’un l’altro.
Lucien sospirò profondamente “Cosa ora, Lyon?”
Diede fastidio a Lyon che Lucien Savarol apparisse così scosso, così dispotico a scaricare la responsabilità su di lui. A cosa pensava Deborah?
“Dovremo seppellire Charles Swanson. Bemis, aveva parenti? Voi due eravate amici, dopotutto”
“No” disse Bemis “non c’è nessuna famiglia”
“C’è qualcosa che vorrei sapere, Mr Bemis” disse Diana all’improvviso, la voce chiara e ferma “Ho visto voi e Charles discutere. Vi ho visto colpire Charles”
Tutti gli occhi andarono a Bemis che era diventato del tutto bianco. Se uno sguardo avesse potuto uccidere, Diana, pensò Lyon, sarebbe stata carne morta.
“Sì, Bemis. Ce lo potete spiegare?” disse Lucien.
Bemis si riprese, ma Diana vide che il suo controllo era appeso a un filo.
“Era… personale” disse alla fine “Non ha nulla a che vedere con la sua morte. Nulla”
“Penso che dovreste essere più preciso” disse Deborah all’improvviso, alzandosi dalla sedia “Cosa intendete con personale?”
Bemis scosse la testa “Non sono affari vostri. Mio Dio, era un mio amico!” Balzò in piedi “Mi capite? Era un mio amico! L’avete visto! La sua testa era quasi saltata fuori. Mio Dio!” Si precipitò fuori dal salotto, sbattendo pesantemente la porta dietro di sé.
Nessuno disse nulla per alcuni minuti.
“Bene” disse Deborah.
“Bene, davvero” concordò Lucien.
Una lite tra amanti? Lyon non disse nulla. Forse era stato Charles Swanson che Patricia aveva incontrato e Bemis l’aveva scoperto. Il geloso amante naufrago. Ma poi di nuovo, come considerare la morte di Moira? Sicuramente Bemis non aveva motivo di strangolare quella povera ragazza. O sì? Era possibile che ci fossero due killer? Lyon sospirò. Non erano più vicini a scoprire tutte le risposte di quando avevano iniziato.
Prima di andare ai loro rispettivi letti, Lucien disse “Non credo che nessuno di noi dovrebbe restare solo. Oppure, se qualcuno di voi deve stare solo, non correte rischi”
Diana disse a Lyon mentre si mettevano a letto un po’ dopo “Hai visto la faccia di Deborah?”
“Sì. Sembrava straordinariamente sconvolta, ma aveva un fermo controllo di sé. Forse sapeva che Patricia vedeva Charles Swanson e per la rabbia perché aveva tradito Daniel, l’ha ucciso”
“Ma perché Moira? Una donna può essere forte abbastanza da strangolare Moira?”
“Sì, penso di sì, se l’ha presa di sorpresa”
“Deborah odiava Moira”
“Sì, sembra di sì”
“Lyon, ho paura”
“Lo so, Diana. Dio, lo so” La attirò contro di sé. Voglio proprio portarti via di qui”
“Non posso andare ora. Mio padre…”
“Sì, Lucien. Credo che Deborah sappia qualcosa. Quale e se ha qualche rapporto con tutto ciò non lo so”
“Tutto andava bene finché è arrivata qui. Lei, Patricia e Daniel”
“Sì. Non c’è modo di allontanarsi da questo, no? Dio vorrei che qui ci fosse un magistrato o qualche modo di trovare informazioni sui precedenti di tutti. Sono stato coinvolto in un mistero solo una volta, e non ero così coinvolto. Riguardava Frances e Hawk e i loro cavalli da corsa” Lui le raccontò la storia, finendo con il vero, scandaloso finale. “E Amalie, ex amante di Hawk, salvò la giornata. Deve essere stato uno spettacolo incredibile vedere Amalie saltare sulle schiena del cattivo, stringendo in cima ai polmoni”
Diana rise nel buio e Lyon la lasciò un po’. Le baciò la punta del naso, poi la bocca sorridente.
Sentì il suo palmo liscio scorrere sul suo petto e approfondì il bacio. Quando la mano lo trovò, dimenticò tutta la tragedia, la paura e la loro impotenza “Ah, Diana” disse “tu mi piaci più di qualsiasi altra donna nella mia vita”
Lei alzò la testa e gli rivolse un finto cipiglio “Questo dovrebbe essere una specie di complimento?”
“È vero. E io non ti piaccio più di qualsiasi altro uomo?”
“Poiché tu sei l’unico…”
“Allora la tua risposta, ovviamente, deve essere un sonoro sì”
Spostò il corpo sul suo, le allungò le braccia sopra la testa e delicatamente le strinse i polsi con la mano. Era duro e smanioso tra le gambe, e lei si permise di dimenticare, almeno per il momento.
“Penso” disse Lyon alcuni minuti dopo con una voce profondamente soddisfatta “che abbiamo appena concepito un bambino”
Lei sbatté le palpebre, senza ancora essersi ripresa. Lo sentiva ancora profondamente dentro di sé, sentiva l’umidità del suo seme e si chiese se forse non aveva ragione.
“Sembri molto orgoglioso di te, marito”
“Certo contento che finalmente ho trovato la nave giusta”
“Nave! Presuntuoso, arrogante…”
La baciò e con sua sorpresa si sentì di nuovo diventare duro “Ancora, amore mio?”
“Penso di sì, milord” sussurrò e lo tirò stretto contro di sé.
“Sono sempre convinto che se faccio una domanda, dovrei fare del mio meglio per rispondere”
“Sì” disse “questa è una cosa con cui potrei concordare”
C’era piacere, ma fu un piacere disperato, perché le loro menti non potevano restare ignare dell’infelicità che li circondava.
***
Diana, la mattina dopo, non ebbe affatto l’impressione di essere incinta. Naturalmente, non aveva idea di come dovesse sentirsi con un bambino e sorrise a se stessa. Il suo sorriso si spense rapidamente. Aveva delle cose da fare oggi e gente con cui parlare. L’incertezza, la paura stavano erodendo tutto.
Deborah di solito era in cucina in quel momento, a superivisionare i pasti del giorno e a organizzare gli schiavi nei vari compiti. In un primo momento Diana si era sentita strana ad avere un’altra persona con questa responsabilità. Quando lei e Lyon erano tornati, Lila era andata da lei più volte, e Diana, con tutta la buona volontà, l’aveva indirizzata a Deborah. Pensò di nuovo che Deborah era efficiente e, anche se concisa con i servi, non era crudele.
Con tutti tranne che Moira. Che era morta. Sembrava avesse avuto una battaglia con Dido, ma a una più accurata analisi, ogni insulto che Deborah aveva lanciato verso la vecchia era rimbalzato subito. Eppure, pensò Diana, Dido pensava che suo padre avesse fatto un errore. Scosse la testa, i pensieri diversi erano troppo caotici da sopportare.
Deborah non era in cucina.
“Miss è già stata qui” disse Lila, offrendo a Diana una porzione fumante del suo famoso budino di cioccolato.
Diana risalì verso la camera da letto del padre al piano superiore. La porta era chiusa. Si fermò un attimo, la mano alzata a bussare. Sentì un leggero singhiozzare dal di dentro.
Deborah! Piangeva? Molto lentamente, Diana girò la maniglia e spinse la porta per aprirla.
Deborah era seduta nella poltrona di suo padre alla finestra francese, il viso tra le mani. Le spalle le tremavano.
Silenziosamente, Diana andò da lei e delicatamente le posò la mano sulla spalla “Cosa c’è Deborah? Posso aiutarti?”
Il suo volto era devastato dalle lacrime e il labbro inferiore tremava. Poi riprese il controllo di sé. “Cosa vuoi?” La sua voce era aspra e cruda per il pianto.
“Ti ho sentita piangere. Posso aiutarti?”
“Ah! Tu non desideri altro che vedermi andare via. Ti dirò una cosa, signorina, tuo padre era triste quando l’ho incontrato, non riusciva a dimenticare tua madre. Io lo rendo felice, ti dico. Gliel’ho fatta dimenticare”
“È per questo che hai fatto togliere il ritratto di mia madre dal salotto. Per renderlo felice?”
“Lei lo ossessionava. L’ho tolto per poterlo liberare da lei, finalmente”
“Perché odiavi Moira?”
Deborah trattenne il respiro “Allora” disse alla fine, molto lentamente, “questo è il motivo per cui vuoi aiutarmi. Vuoi che tuo padre creda che io abbia strangolato la ragazza. Ti dirò una cosa. Volevo che Moira se ne andasse. Lei era stupida e molto furba. Non riuscivo a farle capire… Oh, è troppo! Non volevo farle del male. Volevo solo che andasse. Questo è tutto. Solo che andasse via da Savarol”
Diana ricordò quello sguardo compiaciuto sul volto di Moira quel giorno che Lyon aveva strappato ilo frustino a Deborah. Furbo? Sì, compiaciuto e sornione.
“Ma perché? Ti dava così tanto fastidio?”
Deborah chiuse fermamente la bocca.
Frustata, Diana cambiò rotta “Sai, è un’idea di Lyon che Patricia e Daniel tornino con noi in Inghilterra. Lyon voleva fornire a Daniel una consistente indennità in modo che possa studiare medicina , come desidera”
“No!” Deborah si alzò di colpo dalla sedia, i movimenti goffi, frenetici “No” disse ancora, con più calma “Il posto di Daniel è qui a Savarol Island. Con me. Capisci? Non interferirai”
“E Patricia? Probabilmente venderebbe l’anima per partecipare a un ballo di Londra”
“Patria è… Lei è giovane. Farà come le viene offerto”
“Daniel è un uomo adulto, Deborah. Oso dire che fa come le pare”
Deborah si limitò a scuotere la testa, senza guardare Diana. “Lasciami, Diana. Vattene via”
“Molto bene. Ma, Deborah, se desideri qualcuno con cui parlare io sono disposta. Davvero non ti odio, lo sai. Se rendi mio padre felice, io sono contenta per lui”
Sembrava come se la donna più anziana volesse qualcos’altro, ma non lo fece. Diana lasciò la stanza da letto, chiudendosi delicatamente la porta alle spalle. La sua espressione era pensierosa.
“Miss è sconvolta”
“Sì, Dido, lo è. Sei ovviamente colei da cui ho imparato a origliare. Da quanto tempo sei in agguato?”
La vecchia le rivolse uno sguardo compiaciuto. “Abbastanza a lungo. Troppi guai da quando lei e gli altri siete venuti qui”
“Dido, parlami di Moira. Era appena arrivata alla casa grande prima che io partissi per l’Inghilterra”
“Moira era una bella ragazzina. Troppo bella. Un po’ furba. Miss voleva che andasse via”
“Sicuramente non vorresti implicare che mio padre l’avrebbe sedotta!”
“No, non vostro padre” Fece un cenno verso la camera da letto di Deborah “Li ho sentiti di notte, godere. Entrambi ad alta voce e ridendo. Finchè…” Dido si strinse nelle spalle.
“Fino a quando? Fino a quando sono tornata a casa?”
“Miss era preoccupata” disse Dido e alzò le spalle.
Diana osservò la donna anziana ripiegare con cura il piumuno su un vaso cinese del tavolo preferito del padre. Aggravante vecchia!
Mentre camminava nel cortile di fronte alle stalle, Diana pensò al padre a letto che faceva l’amore con Deborah. Era imbarazzante, dal momento che ormai sapeva tutto sul fare l’amore. Era suo padre, dopo tutto.
“Cosa c’è? Un rossore sul viso abbronzato?”
Si voltò per vedere Lyon sorridere verso di lei. Le prese a coppa il mento nel palmo della mano. “Quali pensieri ti frullano in testa? Stai pensando a me? Pensare a me ti stuzzica a fare tutte quelle cose che ti fanno urlare e gridare e chiedermi di non fermarmi?”
“Stai volando con la fantasia?”
“Mai. E mi piace quando fai la voce aspra e ruvida. Vieni, Diana, andiamo da qualche parte in privato, poi mi dirai a cosa stai pensando”
“Non ti piacerà” disse, ma lo seguì “Ho fatto l’investigatrice stamattina”
Si irrigidì, tutte le risposte e le battute sessuali scomparvero all’istante “Tu la smetterai. Da adersso in poi. Non voglio che tu corra rischi. In realtà penso che sia meglio che tu stia con me sempre, proprio come ha detto tuo padre. Giorno e notte”
“Non essere sciocco, Lyon. Ho sentito Deborah piangere nella sua camera da letto. Ho parlato con lei, ecco tutto”
Egli sospirò “Dimmi”
Lo fece e gli parlò anche del misero segreto di Dido.
“Deborah era molto turbata, Lyon. Deve essere per tutto quello che è successo. Lei sa qualcosa, ne sono certa”
“Può darsi. Ora, perché non vieni con me a vedere Grainger? Non oso lasciarti ai tuoi piani. Il Signore sa cosa ti metteresti in testa di fare dopo”
“Sicuramente non parlerai così duramente alla quasi madre di tuo figlio?”
Sorrise verso di lei, un trionfante sorriso maschile molto soddisfatto. “È così, no? Ho sempre cercato di coprire le mie scommesse, come si dice nei club. Dopo pranzo, durante la siesta, farò un’altra visita alla mia… nave”
Lo colpì duramente allo stomaco “Giuro che non concepirò se continui con queste sciocchezze”
“Tu, mia cara, non hai alcun controllo sul concepimento” Fece una pausa guardando verso il cielo “Almeno spero di no”
“Ah! Ah! Così hai sentito parlare del voodoo, vero?”
Egli aggrottò la fronte.
“Ciondoli abbondanti, riti e rituali malvagi. Avvenimenti crudeli. Fai bene a tenermi nel massimo rispetto, milord”
“Sono saggio a tenerti sotto di me”
Lei si mise a ridere allegramente, l’orrore per il momento sommerso. Almeno finché raggiunsero la casa del sorvegliante. Lyon bussò alla porta imbiancata a calce. Era una bella casa, di mattoni, un giardino ben curato che lo circondava.
“Grainger è probabilmente nei campi”
“O al mulino o al villaggio” Lyon bussò di nuovo “Grainger!”
Si udì uno strano suono strascicato, poi la porta cigolò. Diana trattenne il respiro. Grainger sembrava l’infelicità in persona. I vestiti erano in disordine, i capelli, gli occhi iniettati di sangue.
“Oh, siete voi due” disse “Cosa volete?”
“Vorrei sapere perché siete ubriaco” disse Lyon gentilmente.
“La morte di Swanson, assassinato. È una ragione sufficiente?”
“Il suo funerale è oggi pomeriggio, Grainger” disse Diana. “Possiamo entrare?”
“No. Non voglio nessuno di voi qui”
“Solo una domanda, allora” Lyon si fermò solo un attimo “Perché avete incontrato Patricia Driscoll? Vi ho visti, sapete. Prima dell’alba”
Grainger divenne pallido come un lenzuolo, poi arrossì. Il suo volto rivelava la verità.
Lyon continuò, il suo tono ancora calmo, molto gentile. “È giovane, no? Troppo giovane per prendervi come amante”
“Guardate, milord, Miss Diana è…” Si passò le dita tra I capelli già arruffati. “Non era nulla. Io ero con lei, sì. Non era nulla. Amante di Patricia?” Rise, un suono rauco che fece venire la pelle d’oca a Diana.
Con quelle parole, chiuse loro la porta in faccia.
“Bontà” disse Diana, osservando la porta chiusa.
“Sì” disse Lyon pensieroso.
“Tutti sembrano nascondere qualcosa”
“Parliamo con tuo padre”
“Spero sia in una forma migliore rispetto a Grainger!”
Non trovarono Lucien da solo fino a dopo il funerale di Charles Swanson. Fu sepolto nel cimitero di Savarol, un bel posto a circa 200 metri dalla casa grande, una zona ben curata e circondata da un basso steccato di legno bianco. Fu sepolto accanto a Moira. La tomba della madre di Diana era posta un po’ da parte, coperto di bungavillee.
Lei disse a bassa voce al marito “Quando mio nonno morì, papà prese la decisione che gli schiavi dovessero essere sepolti nella tomba di famiglia. Ricordo che disse che senza schiavi non saremmo qui. Ecco perché è così grande”
Due tombe fresche, e uno di noi è un assassino, pensò Diana e rabbrividì. La mano di Lyon chiusa su un braccio.
“Papà, possiamo parlarti?”
Lucien si asciugò il sudore della fronte con un fazzoletto splendidamente ricamato. Doveva averlo fatto Deborah per lui, pensò Diana “Certamente” disse.
“Sir” disse Lyon mentre tornavano verso casa “se non vi dispiace ascoltare le mie domande…”
“Vai avanti, ragazzo mio”
“La famiglia di Deborah. Avete detto che il suo primo marito era un quacchero?”
“Sì. Albert Driscoll. Era un uomo ponderato, ma quando è morto, non ha lasciato molto alla moglie e al figlio. Deborah viveva in disgustosa povertà, penso diresti, quando l’ho incontrata a St Thomas”
“E Daniel lavorava per un dottore?”
Lucien annuì “Sì, il dottor Gustavus si chiamava. Un uomo buono da tutti i punti di vista. Pensava molto bene di Danaiel, inutile dirlo”
“E Patricia, papà?”
“Ah, Patricia. Il suo cognome da nubile è Foster. Viveva con una zia, Miss Mary Foster, quando incontrò Daniel. Aveva proposto anche una sorta di dote a Daniel. Duemila sterline. Purtroppo, Deborah aveva bisogno della maggior parte di quei soldi per cancellare i suoi debiti. Questo è successo poco prima che l’incontrassi, capisci”
“Avete incontrato questa Miss Foster, sir?”
“Sì. Davvero una zitella – piena di opere buone, andava in giro come se avesse una palo nella schiena, mordicchiandosi le labbra. La proverbiale zitella disapprovante. Molto religiosa, naturalmente. Una di quei metodisti intolleranti”
“Patricia non doveva essere molto felice con una tale persona” disse Diana.
“Probabilmente no. Per quanto riguarda i genitori di Patricia, tutto quello che so è che sono morti. Miss Mary Foster ha preso la nipote in età molto precoce. Gestiva una pensione a Charlotte Amalie”
“Non c’è da stupirsi che Patricia desideri allegria” disse Lyon.
“Pensi che sia felice con Daniel, papà?”
Lucien si fermò un momento e strappò un ibisco “Era il preferito di tua madre, Diana” disse. Guardò dalla figlia a Lyon “Direi che è felice come una vongola con Daniel, ma dopo che mi hai raccontato di averla vista con Grainger… Beh, chi lo sa?”
“Grainger ha ammesso di essere stato con lei, ma ha detto che non è successo nulla. Era molto turbato”
“Non ho mai saputo che Grainger avesse mentito e lo conosco da molti anni”
“Pensi che sia possibile che Daniel sapesse che la moglie vedeva Grainger?”
“Non ho detto nulla. Ho esitato a ferire Daniel, sai”
“Sì, lo sappiamo” disse Lyon.
“Un uomo così grande, autosufficiente. E ancora…”
“Sì” disse Diana “E ancora”